OSSIDO NITRICO

L’ossido nitrico (NO o più correttamente monossido di azoto) è un mediatore endogeno di processi particolarmente importanti, come la vasodilatazione e la trasmissione degli impulsi nervosi. In natura si presenta come un gas incolore, particolarmente inquinante e con una densità simile a quella dell’aria.

Nel nostro organismo la sintesi di questo composto è affidata ad un gruppo di enzimi appartenenti alla famiglia delle ossido nitrico sintetasi (NOS), che utilizzano come substrato l’arginina, un amminoacido essenziale nei bambini e condizionatamente essenziale nell’adulto.
La sintesi di ossido nitrico viene stimolata da diversi fattori come il cosiddetto “shear stress”, un parametro che misura la forza esercitata dallo scorrimento del sangue sulle pareti dei vasi. Quando la pressione arteriosa aumenta eccessivamente, l’organismo si difende sintetizzando ossido nitrico che, dilatando le pareti dei vasi, contribuisce all’abbassamento della pressione. Al contrario l’inibizione della sintesi di ossido nitrico determina un aumento delle resistenze periferiche ed un conseguente innalzamento della pressione arteriosa.
Anche ormoni come la noradrenalina e le citochine (proteine secrete durante la risposta immunitaria) favorirebbero la sintesi di ossido nitrico da parte degli endoteli.

Principali funzioni dell’ossido nitrico:

– MODULA LA TRASMISSIONE NERVOSA E NEUROMUSCOLARE
– INTERVIENE DIRETTAMENTE NELLE DIFESE IMMUNITARIE
– IMPEDISCE L’AGGREGAZIONE PIASTRINICA
– STIMOLA LA MITOCONDRIOGENESI, cioè la sintesi di nuovi mitocondri.

La sintesi di ossido nitrico è ostacolata dal TNF-alfa, che è nettamente superiore negli obesi rispetto ai normopeso. Nell’obeso, quindi, l’attività mitocondriale è notevolmente ridotta, per cui ciò che si mangia – non essendo adeguatamente metabolizzato dai mitocondri – si deposita più facilmente in grasso. Questo, a sua volta, libera ingenti quantità di TNF-alfa, che a sua volta “uccide” i mitocondri. Inoltre, la carenza di ATP dovuta alla ridotta attività mitocondriale viene recepita dal cervello come un bisogno di cibo.
La restrizione calorica, a differenza degli eccessi, è in grado di attivare l’espressione dell’eNOS, stimolando la mitocondriogenesi; analogo discorso per l’esercizio fisico.

L’ossido nitrico ha anche potenzialità terapeutiche degne di nota:
– Riduzione della pressione arteriosa
– Potenziamento delle difese immunitarie
– Prevenzione di angina, ictus ed infarto
– Cura della disfunzione erettile

A livello sportivo l’effetto più favorevole è quello di promuovere la vasodilatazione.
Per vasodilatazione si intende un aumento del calibro dei vasi sanguigni conseguente al rilassamento della muscolatura liscia dei vasi sanguigni, in particolare delle arterie, e delle vene di grande calibro. Come diretta conseguenza avremo anzitutto un aumento del lume dei vasi e, soprattutto per le arterie, una diminuzione della pressione arteriosa.
La vasodilatazione indotta dall’ossido nitrico promuove un miglioramento della prestazione atletica, a causa di un maggiore apporto di sangue, quindi di ossigeno e nutrienti, ai tessuti impegnati nello sforzo.
Durante l’attività fisica assistiamo difatti ad un aumento della pressione arteriosa per via delle maggiori richieste di ossigeno e nutrienti al muscolo. I processi di vasodilatazione permettono quindi, a parità di pressione, di assicurare lo stesso quantitativo di molecole richieste. Ma questo non è l’unico aspetto benefico, difatti negli sport anaerobici lattacidi il corpo deve far fronte ad un’altra necessità, ossia quella di smaltire l’acido lattico prodotto, un aumento del lume dei vasi permette quindi di svolgere più efficacemente anche questo meccanismo.

Dunque all’atto pratico possiamo riassumere i benefici della vasodilatazione in questi punti:

1. Aumento della prestazione aerobica grazie al maggior apporto di ossigeno.
2. Aumento della prestazione anaerobica grazie al maggior tasso di smaltimento di lattato.
3. Aumento della prestazione in generale e del recupero grazie al maggior apporto di nutrienti.

INTEGRAZIONE
Integratori che contribuiscono alla produzione di ossido nitrico:
Arginina? No, qualcuno ti sta infinocchiando vendendoti “l’amminoacido del pumping” inutile!!
L’integrazione di arginina è poco efficace perché un enzima intestinale (l’arginasi) ne limita la quasi totalità dell’assorbimento peggiorando ancora di più il rapporto prezzo-benefici (ce ne vorrebbe di più ma questo provocherebbe la diarrea).
Per aggirare il problema la soluzione c’è:

La Citrullina
La citrullina può essere convertita in arginina poichè agisce come suo precursore nel ciclo dell’urea, ma non viene eliminata da nessun enzima quando assunta oralmente come integratore, rimpiazzando in toto tutti gli effetti benefici dell’integrazione di arginina insieme a tutte quelle che derivano dalla stimolazione massiccia dell’ossido nitrico. Per godere dei benefici dall’integrazione di arginina, non serve l’arginina, serve la citrullina! Si tratta di un metabolita intermedio del ciclo dell’urea. I NO-sintasi sintetizzano ossido nitrico a partire da arginina ed ossigeno, ebbene la prima viene inizialmente trasformata in Citrullina, dunque quali sono gli effetti della supplementazione di Citrullina? Non stupisce che si abbia un aumento dell’ossido nitrico, lo vediamo in diversi studi dove si utilizza sia la forma L che quella Malato. Le dosi consigliate in questo caso sono di 4-6 gr. pre-workout.

Per via indiretta:
Le vitamine C e la E, come antiossidanti, intervengono attenuando il danno ossidativo cui son soggetti i NOS (ossido nitrico sintetasi) permettendo quindi, indirettamente, una loro migliore operatività. Per il dosaggio in questi casi mi atterrei ai 2 gr/die di vitamina C ripartita in piccole assunzioni durante la giornata e 15 mg (22.4IU c.ca) per la vitamina E. Non si tratta di integratori specifici per la vasodilatazione, possono dare una mano in via indiretta.

Coenzima Q10
Un nuovo studio sulle cellule endoteliali umane offre una valutazione precisa dell’azione biologica del Q10.
Si è riscontrato che il Q10 impedisce la cascata dei radicali liberi associata al colesterolo LDL, abbassando le iNOS (meccanismo dei macrofagi per produrre radicali liberi) e rafforzando direttamente l’eNOS (mitocondriogenesi). Il Q10 blocca l’attivazione del segnale di base dell’attività infiammatoria del gene noto come NF-kB, evitando la produzione di molecole atte a formare le placche nelle arterie. Ciò indica anche che il Q10 è utile per la salute del cuore, delle arterie, e indirettamente nella produzione di ossido nitrico.

DIETA
Ci sono alimenti che promuovono la produzione di ossido nitrico? Certo che Si!
Ecco quelli principali ricchi in nitrati:
anguria o cocomero (in latino “citrullus” appunto, da cui deriva appunto il nome del metabolita Citrullina), tuorlo d’uovo, rucola, spinaci, cacao amaro, barbabietola rossa, rabarbaro, melograno, noci, mirtilli, aglio, pistacchi, salmone, fegato e frattaglie, gamberi.

Tuttavia non bisogna dimenticare gli effetti negativi insiti nella forte azione ossidante di questa molecola. Gli effetti citotossici dell’ossido nitrico sono paragonabili a quelli indotti da altri agenti ossidanti, in grado di aumentare notevolmente la produzione di radicali liberi (fumo, alcol, farmaci, raggi ultravioletti e radiazioni ionizzanti). Ricordiamo che l’eccesso di radicali liberi è attualmente considerato uno dei più pericolosi alleati di invecchiamento precoce, malattie degenerative e alcune forme tumorali.
Questa semplice considerazione dovrebbe perlomeno far riflettere chi dipinge l’ossido nitrico come una sostanza miracolosa. Si dovrebbe solo ridimensionare l’azione benefica dell’ossido nitrico, ed integrare tramite supplementi solo se necessario in caso di patologie o durante periodi di intensi allenamenti come pre-workout.

Riferimenti
Mypersonaltrainer.it
Bodybuilding-natural.com
Wikipedia.org

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