Microbiota e disturbi psichici

Iniziamo con un articolo pubblicato il 16 aprile 2020 nella rivista scientifica Microbioma sui legami genetici e metabolici tra il microbioma e la memoria dei topi.

Riassumendo l’articolo

<< In questo studio abbiamo determinato la connessione tra la genetica, il microbioma intestinale e la memoria utilizzando una coorte di topi Collaborative Cross geneticamente identificata con batteri intestinali (CC) e topi senza batteri intestinali (GF), fornendo analisi del microbioma e della metabolomica (si occupa di identificare l’insieme dei processi metabolici che coinvolgono singoli processi biologici).

L’analisi dell’associazione genome-wide (GWAS) ha identificato 715 dei 76.080 polimorfismi a singolo nucleotide (SNP) che erano significativamente associati alla memoria a breve termine utilizzando il sistema di evitamento passivo. 

L’evitamento passivo è un test motivato dalla paura, usato classicamente per valutare la memoria a breve o a lungo termine su piccoli animali da laboratorio (ratti, topi)

Gli SNP identificati sono stati integrati con geni noti per essere coinvolti nelle funzioni di apprendimento e memoria. Mediante il sequenziamento del gene rRNA 16S, della comunità microbica intestinale nei topi CC, abbiamo identificato microrganismi specifici che erano significativamente correlati con latenze più lunghe nel nostro test di ritenzione, determinando una correlazione positiva con Lactobacillus. 

L’inoculazione di topi GF con singole specie di Lactobacillus (L. reuteri F275, L. plantarum BDGP2 o L. brevis BDGP6) ha prodotto un miglioramento significativo della memoria rispetto ai controlli inoculati DH10B o E. coli DH10B non inoculati. 

L’analisi metabolomica ha rivelato livelli significativamente più elevati di diversi metaboliti, incluso il lattato, nelle feci dei topi colonizzati da Lactobacillus, rispetto ai topi di controllo GF. 

Inoltre, dimostriamo che il solo trattamento dietetico con lattato ha potenziato la memoria nei topi convenzionali. Per via esogena che sia l’inoculazione con Lactobacillus che il trattamento con lattato hanno aumentato significativamente i livelli del neurotrasmettitore acido gamma-aminobutirrico (GABA) nell’ippocampo dei topi.

Questo studio fornisce nuove prove per un legame tra Lactobacillus, cervello e memoria. 

I nostri risultati aprono possibili nuove strade per il trattamento dei disturbi della memoria utilizzando specifici inoculanti microbici intestinali e/o metaboliti. >>

IL GABA 

Il GABA o acido γ-amminobutirrico è uno dei più importanti neurotrasmettitori (sostanze chimiche che le cellule cerebrali usano per comunicare fra loro). È il neurotrasmettitore inibitore più coinvolto nei processi neuro-cerebrale. I neurotrasmettitori inibitori diminuiscono le probabilità che un impulso nervoso si presenti con troppa forza quindi modulano “l’eccitabilità” sinaptica.

La funzione principale del GABA, come neurotrasmettitore inibitore, è rallentare l’attività cerebrale

Le malattie e i disturbi relazionati alla disfunzione del GABA includono autismo, disturbo bipolare, depressione, schizofrenia, epilessia, fibromialgia, meningite, alcuni tipi di demenza (morbo di Alzheimer, demenza a corpi di Lewy, demenza frontotemporale) e alcuni disturbi intestinali (morbo di Crohn, carcinoma colon-retto, sindrome dell’intestino irritabile o IBS, colite ulcerosa).

Nella maggior parte dei casi una disfunzione dei livelli di GABA può essere attribuita direttamente allo stile di vita e al tipo di alimentazione. Dagli ultimi studi sembra che i batteri intestinali abbiano un ruolo predominante sulla produzione di questo neurotrasmettitore, motivo per cui la disbiosi, uno squilibrio fra i batteri intestinali buoni e cattivi, può provocare una presenza molto ridotta di GABA a livello encefalico.

Un altro motivo di bassi livelli di GABA, che riguarda lo stile di vita di un soggetto, è l’inattività fisica.

Diversi studi, compreso quello sopra citato, correlano la forte correlazione di come il lattato incrementi i livelli di GABA nel cervello.

Il nostro cervello è più ghiotto di lattato che di glucosio o di corpi chetonici!

L’attività fisica crea lattato dalla conversione dell’acido lattico prodotto dai muscoli sotto contrazione di una certa intensità e superata un certa quantità di tempo (mediamente 10-15 secondi).

L’acido lattico è un composto chimico che viene prodotto dai muscoli durante la degradazione anaerobica del glucosio, e quando inizia ad accumularsi più acido lattico del dovuto l’organismo non è più in grado di smaltirlo come dovrebbe, così viene convertito in lattato (perdendo ioni H+) e spostato nel torrente ematico. La formazione di lattato permette al metabolismo dei carboidrati di continuare attraverso la glicolisi.

Il cervello, il cuore e tutti i muscoli sono molto adatti a rimuovere il lattato dal sangue, essi preferiscono il lattato come fonte di energia.

Qualsiasi tipo di attività fisica medio-intensa aumenta i livelli di GABA, grazie alla produzione di acido lattico che viene convertito in lattato.

Di conseguenza quando avremo maggiori concentrazioni di GABA percepiremo un miglior stato di benessere “psicologico”. Dopo un duro allenamento non avete mai accusato quella tipica sensazione di benessere? Beh non sono solo le endorfine responsabili, ma è tutto un bel concerto che suona nel cervello ed il GABA fa parte della band.

Sono sempre più convinto che lo sport e l’esercizio fisico abbinato alla corretta alimentazione siano la migliore terapia per la depressione e la maggior parte dei disturbi psichici. 

A chi presenta stati ansiosi, depressivi, disturbi cognitivi, del comportamento alimentare, fame nervosa, etc sarebbe utile indagare in primis anche a livello intestinale. Se si presenta una disbiosi bisogna agire di conseguenza tramite l’alimentazione e l’integrazione mirata per riportarla ad uno stato di equilibrio (eubiosi).

Molte volte le persone considerano questi stati ansiosi e depressivi solo come un problema prettamente psicologico derivante dal loro stato mentale, risolvibile solo tramite farmaci antidepressivi senza osservare il quadro generale. Molte problematiche psicologiche spesso vengono fraintese e mai associate a squilibri ormonali o del microbiota intestinale.

I farmaci antidepressivi più comuni agiscono proprio sul GABA e sui neurotrasmettitori più conosciuti come serotonina e dopamina. Il problema è che risolvono il problema in acuto ma nel lungo termine creano assuefazione ed effetti collaterali spesso devastanti, se non saputi gestire da uno specialista. Spesso non se ne può più fare a meno e per mantenere un continuo stato di benessere bisogna aumentarne la dose entrando in un circolo vizioso senza via d’uscita. Sono spesso derivati di anfetamine e solo questo piccolo particolare dovrebbe far riflettere.

Se invece il problema fosse di natura intestinale?

E se con un reset dell’alimentazione su cibi fortemente “gut-friendly” (amici dell’intestino) e un’integrazione strategica si possa migliorare la produzione di GABA e dar modo al nostro organismo di far riequilibrare in maniera fisiologica tutti quei processi neurocerebrali coinvolti nello stato percettivo di benessere?

Stanchezza, depressione, scarsa concentrazione, ansia, fame chimica e nervosa possono essere dovute a mille fattori, ma se è qualcosa di cronico e costante andrei ad indagare sullo stato nutrizionale del soggetto, mobilità intestinale, e squilibri ormonali per poi procedere ad altre terapie convenzionali e parallele seguite sempre da specialisti del settore.

Come beneficiare della potenza del GABA in maniera naturale

  1. Dieta e integrazione
    Bisogna prima popolare la nostra Jungla intestinale con tante specie diverse di batteri buoni tramite alimenti fermentati, bevande fermentate e integratori di probiotici efficaci con ceppi a nostro favore, per poi nutrirli con verdure, ortaggi, tuberi, frutta, cereali integrali e legumi contenenti fibre insolubili (come l’inulina) e amido resistente che sono i nutrienti principali dei nostri amicicici batteri. Carciofi e asparagi per l’inulina, banane non ancora mature e patate cotte ma lasciate raffreddare per l’amido resistente, sono solo un esempio.
    Assicurarsi una corretta idratazione così che tutti i rifiuti e gli scarti prodotti dai nostri batteri transitino agevolmente attraverso il tratto intestinale donandoci quella meravigliosa sensazione di evacuazione appagante.
  2. Esercizio fisico
    Fare attività fisica e sport a medio-alta intensità che stimoli il sistema anaerobico lattacido, quindi andare oltre la cosiddetta soglia “cardio” che piace tanto chiamare “Brucia Grassi”… spingetevi nella soglia “Bruciore Muscolare” tanto per capirci.
    Modulare l’attività fisica in base alle proprie capacità, spingersi sempre un po’ oltre monitorando le progressioni e variare stimoli e esercizi nel tempo per non permettere al corpo di adattarsi e alla testa di non mollare.
  3. Gestire lo stress e curare il sonno
    Qui nulla da dire, sappiamo tutti cosa ci stressa e cosa no. Prima di pensare agli integratori miracolosi cerchiamo di trovare l’origine dello stress e tradurlo a nostro favore.
    Lo stress è uno dei nemici epigenetici più impattanti sul microbiota intestinale.
    Una volta che abbiamo meno stress anche il sonno automaticamente diventerà molto più qualitativo e di conseguenza anche i nostri batteri saranno meno stressati, riposeranno e lavoreranno meglio perché non ci sarà più casino al piano di sopra.
  4. Evitare alcol, fumo, farmaci, rupofobia (igiene maniacale)
    Ridurre il consumo e abuso di alcol e sigarette, evitare il più possibile l’utilizzo di farmaci (antibiotici, inibitori di pompa protonica, statine, antinfiammatori non steroidei, antidepressivi) e avere più contatto con la terra, piante e animali, tutti portatori sani di Gram+ (batteri buoni).

Nel seguente link dello studio citato all’inizio trovate anche un video esplicativo molto interessante: https://microbiomejournal.biomedcentral.com/articles/10.1186/s40168-020-00817-w

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